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31.03.06
Finalmente!
Sono stato e sono single da sempre. Ho però una relazione che dura da oltre 15 anni con una donna sposata; il rapporto è talmente intenso e profondo, sia sul piano affettivo che sul piano sessuale che la posso considerare la mia moglie ad ogni effetto.
Scherzando le dico che ha due mariti, oltre al suo ufficiale ci sono io. Si chiama Paola e oggi ha 51 anni. Allepoca dei fatti ne aveva 42. A lei mi lega un amore molto forte: a distanza di tanti anni posso ancora dire di esserne innamorato perso. E la donna della mia vita: solo per non creare problemi ai due figli non prendiamo in considerazione soluzioni di rottura sua per stare insieme. Lamore è condiviso da parte sua, in termini totali. Posso dire che il sesso è solo la componente secondaria: è lamore il cuore di tutto. Per lei palpito e respiro! E una donna splendida: alta, un seno forte e dolce, capelli biondo naturale, gambe slanciate, corpo formoso ma ben modellato. Sul piano dellintesa sessuale è stata da subito una fulminazione. Non cè parte del corpo che non le venga naturale concedere. Prenderlo nella figa o nel culo ha la stessa naturalità per lei; in bocca fa delle pompe indescrivibili; nei primi tempi dopo i miei orgasmi sputava lo sperma, ora invece lo ingoia con grande naturalezza. E questa una caratteristica che mi rende un piacere particolare, in quanto è una cosa riservata solo a me: neppure il marito ha questo privilegio. Facciamo lamore ogni volta che possiamo, dove ci è possibile e con molta intensità. Lintesa si è sviluppata nel tempo ed oggi giochiamo con le fantasie e cerchiamo di realizzare nuove esperienze. Ho modo di frequentare la sua famiglia in quanto amico anche del marito, che non sa nulla di me e della moglie. Spesso mi è capitato di poterla prendere in casa con il marito presente: spesso lui va in cantina, isolata appena dalla casa, per sistemare varie cose, e io approfitto per mettere Paola a 90 gradi e soddisfarmi con una sveltina stupenda oppure un pompino magistrale. Mi intriga vedere poi Marco, il marito, che torna e non può sapere che la moglie è piena del mio sperma. Questo mi fa godere ancora di più in quanto da buon meridionale emigrato al Nord è molto moralista e sicurissimo che la bella moglie abbia conosciuto e preso soli il membro del marito. Con Paola abbiamo spesso sognato di coinvolgere nei nostri giochi anche altri maschi o donne ma pure Marco, ma abbiamo escluso anche lontanamente questa ultima ipotesi perché lunica volta che lei glielha proposto, mentre scopavano, per poco la buttava fuori dal letto. Di recente però pare che qualche cosa stia accadendo: almeno per godere meglio anche lui accetta di fantasticare pensando la moglie montata da terzi, non escluso me, come amico discreto a sentire lui potrei quasi andare bene.
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Tutto questo solo per introdurre la parte forte, che è invece un rapporto particolare e anche molto bello avuto con la figlia, Monica. Monica la conosco da piccolissima, giocava con me nel divano, usciva con me a prendere il gelato, la vivevo come una figlia in ogni frequentazione della casa di Paola e Marco. Ormai aveva 18 anni ma, a detta con certezza da Paola, era ancora vergine. Finchè era piccola tutto è andato bene, ma allora mi rendevo conto che era diventata una ex-adolescente stupenda, straordinariamente simile alla mamma. Mi sono reso conto della somiglianza quando una sera guadavamo le vecchie foto di famiglia: le foto di quando Paola era in 5° elementare, quelle che in tutte le scuole si facevano a fine anno era identica a quella della figlia; ho osservato meglio anche le altre foto, al mare, in montagna a sciare, al compleanno dei 13 anni al mare ( Lei compie gli anni ad Agosto) al mare. La somiglianza fra loro era impressionate: le stesse gambe, stesso seno, seppure quello di Monica solo abbozzato, stesso culetto tondo e impertinente, stesso sorriso. Solo i capelli erano diversi: Paola bionda e Monica castana per influenza evidentemente del padre. Da quel momento mi è salita lossessione di possederla, ma non tanto per avere una adolescente che nulla mi avrebbe dato di sesso buono quanto per la sensazione di poter sverginare Paola. E sempre stato un mio cruccio non aver potuto conoscere Paola da giovanissima e poterla sverginare per primo: la amo tanto che reputo fosse mio diritto farlo. Ma purtroppo lho conosciuta molto dopo, quando era già di Marco. Lidea di vedere Paola giovane nel corpo in formazione di Monica mi ha elettrizzato: volevo Monica per avere, a distanza, Paola. Attraverso Monica volevo sverginare Paola. La somiglianza fisica era tale che era come poter sentire la sensazione di violare per la prima volta la mia Paola. Con Paola condivido tutto e quindi le ho espresso il mio pensiero. Inizialmente la cosa lha lasciata molto turbata: potevo sembrare un podofilo e poi con sua figlia. Poi ha capito che loggetto reale era lei per me! Nei primi tempi avevo paura di affrontare il problema: Paola lo accettava ma senza tanto entusiasmo, forse solo per non dispiacere me. Mi angustiava sapere che Monica cominciava a frequentare i ragazzi e avevo la paura che da un momento allaltro sarebbe stata sverginata da qualcuno che forse dopo un mese non lavrebbe neppure ricordata.
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Per me invece lei era Paola:
avevo diritto ad averla, poi avrebbe fatto la sua vita! Paola
cercava di sostenermi descrivendomi come era fatta lei da
ragazzina e come era fatta oggi Monica: uguali. Mi raccontava
della figa ciciotella e piena di ambedue, delle gambe lunghe e
sode. Senza un reale apporto di Paola ho cercato di avvicinare
Monica, informando sempre la mamma. Con il pretesto della scuola
mi sono reso disponibile a fare ripetizioni a Monica: la mamma
sapeva che poteva venire da me per studiare.
In questo modo riuscivo ad averla vicina, a parlarle di tante
cose, compresi gli amici e i pericoli degli incontri occasionali
che avrebbero potuto crearle dei traumi. Con i mesi sono riuscito
ad avere un po di fiducia da parte sua su problemi
delicati, confidandomi che già si masturbava e che con un amico
era arrivata solo a farsi toccare e a prenderlo in mano. Lui
aveva tentato un paio di volte di andare oltre, e lei era stata
disponibile a farsi levare gli slip e prenderlo in mano. Una sola
volta il tizio laveva un po forzata poggiando il pene
fra le sue cosce e spingendo sulla figa. Lappoggio era
stato molto maldestro e precipitoso e lei ne aveva ricavato solo
dolore e un senso di strumentalizzazione: nessun preliminare
dolce, nessuna tenerezza.
Non mi fu difficile farle capire come doveva essere la prima
volta: lamore è importante, ma farlo tecnicamente bene era
determinante per non avere poi per sempre dei traumi che avrebbe
sviluppato un pessimo rapporto con gli uomini.
Ho certamente calcato le tinte, tuttavia ero fiducioso che non
andavo troppo lontano dal vero. Nel frattempo Paola era
informata, e viveva il tutto con apprensione ma anche con
interesse: alla fine aveva accettato lidea che a me non
interessava il sesso di Monica, ma sentire le stesse sensazioni
che avrei avuto sverginando lei alla stessa età Volevo Monica ma
attraverso lei stavo sverginando e amando Paola. Capitava qualche
volta che riuscivo a evocare Monica mentre scopavo con Paola
senza che questo le creasse problemi
.a me faceva godere
moltissimo! Il tutto precipitò positivamente in un mese di
Aprile. Marco era spesso fuori per lavoro e passava diverse notti
fuori zona. Labitudine a frequentare la loro casa mi
rendeva agevole stare di sera con Paola e Monica, il tempo di
cenare, far coricare Monica e passare un paio dore fra le
gambe della mamma, e poi andavo via. Una sera sono arrivato a
cena ma Paola mi comunicava che Monica aveva la febbre e stava
male, ma se volevo potevo stare a cena, poi lei avrebbe dormito
con la ragazzina. Mi pare che saltasse il mio solito dolce
dopocena.
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Per far dormire meglio Monica le diede anche una rilassante perché non avesse sogni agitati. Dopo cena Monica andò subito a letto, febbricitante e stanchissima; Paola mi disse di attenderla che si metteva in pigiama e poi mi avrebbe salutato prima di coricarsi: almeno un pompino, la supplicai! Dopo circa mezzora non sentendo più nessuno sono salito adagio nella camera di Paola e Marco, per capire se Paola aveva avuto problemi: non avevo difficoltà a muovermi perché spesso avevo preso Paola nel letto suo e del marito. Paola e Monica erano coricate, ambedue addormentate, con le vestaglie sollevate fino al ginocchio Paola e allinguine Monica, di cui per la prima volta vedevo bene cosce e peluria della figa, tenuto conto che le gambe erano chiuse. Ammirai quello spettacolo splendido per un poco e poi con un bacio leggero svegliai Paola che si spaventò soprattutto per la ragazzina, la quale però continuava a dormire con un sonno profondo: a tratti il respiro era forte e rumoroso. Anche Paola aveva capito che Monica dormiva profondamente e quindi cercai di prendermi la mia parte baciandola e mettendole il cazzo in mano, mentre le frugavo la figa. Inizialmente non voleva abbandonarsi, dicendomi che voleva scendere in soggiorno, ma la presenza di Monica mi eccitava molto, per cui adagio e dolcemente ho insistito con Paola a toccarla e a farla sciogliere garantendole che avremo fatto molto piano; dopo un bel poco di preliminari aprivo le cosce di Paola e le montavo sopra infilandola con passione. Pompavo inizialmente adagio la mia donna che guardava costantemente dalla parte della figlia, finché si rese conto che anche con colpi forti Monica era in mondo di sonno suo e si lasciò andare ad una montata lunga e stranamente torbida: la presenza della figlia eccitava ambedue e il senso del rischio ci eccitava ancora di più. Mentre montavo una Paola sempre più eccitata, di lato, nascostamente, toccavo adagio il corpo di Monica scorrendo il lato esterno delle cosce, lisce e calde. Dopo una scopata splendida esplodemmo in un orgasmo lungo e intenso, e Paola, come sempre, crollò in un torpore profondo, finendo per dormire anche lei. Nel momento di smontare dal corpo di Paola mi adagiavo, facendo lindifferente ma con calcolo preciso, fra lei e Monica. La montata poderosa faceva dormire profondamente Paola, mentre a me la vicinanza di Monica con la vestaglietta alzata dal contatto precedente mi eccitava da morire facendomi drizzare di nuovo il cazzo. Senza far movimenti bruschi mi giravo verso Monica che dormiva e aderivo al suo culo con il mio cazzo durissimo. Nel sonno si rilassava e si apriva al contatto, finché potei toccarla fra le gambe, verificando che davvero aveva una figa uguale alla mamma, solo più stretta e soda. Il cuore mi batteva allimpazzata, sia per la paura che si svegliassero sia Paola che Monica, ma la cosa era troppo eccitante: avevo il cuore in gola!
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Inserito il 13:00