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13.04.06

Grigliata di carne

Come al solito si litigava per la partita di calcetto del venerdì, Fabiola non sopportava la mia passione per il gioco del pallone. Me ne andai lo stesso, incazzato come una bestia e con una gran rabbia da sfogare in campo.

Giocammo malissimo e la sconfitta fu sonora, gli avversari colpivano duro e avevo le gambe livide dai calci ricevuti. Con la squadra andammo a mangiare un panino in una birreria vicino, parlottammo del più e del meno fino a che non mi venne la brillante idea di invitare i miei compagni di squadra nella nostra casa al mare per una grigliata di carne. Tutti furono molto contenti di accettare l’invito e rimanemmo d’accordo che sarebbero giunti da noi intorno alle 12 ciascuno portando qualcosa da bere o da mangiare. Rincasai all’una di notte, Fabiola si era già addormentata e mi dava le spalle, dormiva in perizoma senza nulla sopra, il suo splendido sedere mi sorrideva nella penombra della camera, ebbi un erezione incontrollabile. Eravamo sposati da 4 anni, anni di discussioni e litigate, ma anche di scopate memorabili e sfiancanti. Fabiola era una furia a letto, sembrava non bastarle mai e non aveva grossi problemi alle sperimentazioni come dimostrava il vibratore “big anal” che giaceva nel suo cassetto. Riccia e formosa, era una gran bella ragazza, a detta di tutti. A volte mi capitava di incrociare sguardi ammirati che percorrevano le sue grandi tette o il suo culo ben tornito. Non aveva traccia di cellulite grazie alla palestra giornaliera. Andai in salotto e mi collegai ad internet cercando immagini davanti cui spararmi una sega per calmare la mia eccitazione. Trovai un sito dove una Signora sulla 40ina faceva sesso con piu di 15 uomini, la mia mano percorreva l’asta del pene mentre l’altra cliccava furiosamente nello scorrere delle immagini. Mi venni in mano come un quindicenne, mi lavai accuratamente e mi misi a letto accompagnato da un grugnito di disapprovazione di mia moglie. La mattina seguente le accennai alla mia idea dell’invito, lei andò su tutte le furie sbraitandomi addosso che non ci pensava nemmeno di passare il sabato a cucinare per sette teste di cazzo che pensano solo al pallone. Partimmo verso il mare avvolti in questa gioiosa atmosfera, non scambiammo una parola per tutto il tragitto. Arrivammo a destinazione intorno alle 11, il sole era cocente e il nostro giardino era una piccola oasi di fresco e ombra. Tirai fuori dal box il barbecue a rotelle e cominciai a preparare l’occorrente per la brace. I primi ad arrivare furono Carlo e Massimiliano, 37enni, entrambi divorziati e grandi puttanieri, i loro racconti di sesso erano una delle attrazioni principali delle nostre serate. Pochi minuti dopo ci raggiunsero Maurizio, Cesare e Gianluca. Ci avvertirono che Fabio non sarebbe venuto per un impegno dell’ultimo momento. Io iniziai ad accendere la carbonella aiutato da Maurizio, Fabiola tagliava fette di pane come fosse un serial killer che si allenava a squartare le sue vittime, era di umore nero. Tutti ci mettemmo in costume godendoci la splendida giornata.

Fabiola aveva indossato il costume che le avevo regalato all’inizio dell’estate, nero con un filo che a malapena reggeva il triangolo di tessuto, le coppe del pezzo di sopra erano piccolissime e a malapena coprivano i capezzoli. Era molto bella, indossava dei sandaletti infradito con un accenno di tacco che la facevano apparire molto sexy. Notai gli sguardi indirizzati alle natiche della mia signora da parte dei miei compagni di squadra; la cosa non mi dava fastidio: Fabiola era una bella donna e gli occhi sono fatti per ammirare. Il vino portato da Carlo e Massimiliano cominciò a scorrere nei bicchieri.A cottura delle bistecche ultimata io me ne ero scolati sei bicchieri, ed ero stato uno dei più morigerati. Gli altri erano sull’allegrotto, compresa Fabiola che era tornata a sorridere e stava chiacchierando di film con Carlo. Ci mettemmo a tavola serviti dalla mia bella signora che sculettava col suo perizoma tra gli invitati, tra sguardi di apprezzamento e commenti più o meno velati sulla sua bellezza. La raggiunsi in cucina e la baciai sul collo da dietro, la mia mano scivolò sulle sue natiche lisce ed invitanti. Mi avvolse un braccio sul collo e si lasciò baciare, era leggermente brilla, si girò e mi mise la lingua in bocca avvinghiandosi alla mia erezione. Tornammo in giardino portando altro vino e l’insalata. Chiacchierammo tutti amabilmente bevendo e godendoci la giornata soleggiata. Fabiola si alzò barcollando verso la cucina con l’intento di preparare il caffè, in cucina le fui addosso, riscaldato dall’alcol e dal culo in bella vista di mia moglie. Si abbassò sfilandomi il costume in un solo movimento rapido, in ginocchio davanti a me iniziò a succhiarmi l’uccello duro, la mia cappella era bagnata, lei l’assaggiò con la lingua guardandomi negli occhi con la sua faccia da puttanella furba. Se lo infilò fino in gola bagnandolo e leccandole, io mi era poggiato al tavolo della credenza e lei sembrava indemoniata. Mi godevo uno dei pompini più gustosi che mi avesse mai fatto mia moglie quando notai un movimento con la coda dell’occhio. Cesare era dietro mia moglie e con la mano si stava carezzando il cazzo dalla stoffa del costume, se lo abbassò e lo porse muto vicino la bocca di mia moglie. Il cuore mi si era fermato, da lì a poco una tragedia di urla e improperi si sarebbe consumata. Fabiola lasciò il mio uccello bagnato della sua salive e con un solo movimento ingoiò il cazzo di Cesare, io la guardavo esterrefatto mentre la mano di Cesare poggiata sulla nuca di mia moglie le spingeva la bocca spalancata lungo tutto il cazzo. La lingua di Fabiola saettava sul glande lucido e arrossato di Cesare, suggendolo e insalivandolo, la sua bocca era umida di saliva e umori, mugolava come una troia.

Cesare si sdraiò sul pavimento, la bocca di Fabiola non si staccò per un secondo dall’uccello quasi che fossero un tutt’uno. Ora lei era piegata in ginocchio e porgeva il suo magnifico culo all’aria, le scostai il minuscolo file del perizoma e dedicai la mia lingua al suo magnifico buco di culo. Lo bagnai per bene con la saliva, quando fu ben umido infilai la lingua sempre più a fondo mentre la mia mano le torturava il clitoride. Sentii un imprecazione alle mie spalle, il resto della comitiva era fermo sulla porta della cucina e osservava la scena a bocca aperta. Il primo a muoversi fu Massimiliano che si chinò ad accarezzare le tette di mia moglie, gli altro lo raggiunsero sfilandosi i costumi, si erano tutti inginocchiati e mia moglie sembrava impazzita succhiandone uno o masturbandone un altro, la mia lingua era per la sua interezza nel suo culo, sentivo il suo sapore acre in bocca, quattro delle mie dita erano nella sua fica fradicia di umori, mi alzai rimpiazzato da Maurizio che infilò le sue dita nella fessura bagnata, l’altra mano iniziò a massaggiarle il piccolo buco . Io mi stavo masturbando godendo della vista di mia moglie alle prese con 5 cazzi. Cesare le scivolò più sotto infilandole il cazzo nella fessura bollente.Le scivolò dentro in tutta la sua grandezza, lei muoveva il bacino mentre Maurizio le teneva saldamente tre dita nel deretano ormai largo ed invitante. La sua lingua scorre sulle verghe dei tre che le sono davanti, la sua bocca fagocita le aste lucide di saliva con movimenti rapidi ed ingordi, Massimiliano le viene in faccia, lo sperma le cola sul viso mentre è intenta ad ingoiare l’uccello di Carlo. Un altro fiotto di sperma la fa sussultare, lecca il cazzo di Gianluca, appena venuto, lisciandolo ed asciugandolo con la sua lingua da troia. Maurizio si abbassa il costume e sfodera un arnese da cavallo, saranno 30 cm circa, lo vedo piazzarsi dietro Fabiola ed allargargli le natiche con le mani, lo guardo e intuisco cosa vuole fare. Cesare viene dentro di lei, vedo la sborra colarle dalla fica rossa e invitante, le scende all’interno delle cosce. Il posto di Cesare viene preso da Carlo, anche lui comincia a muovere l’uccello dentro mia moglie, il suo cazzo entra ed esce bagnandosi degli umori di mia moglie e dello sperma di cesare. Fabiola viene ed urla, sembra cha la stiano squarciando, Maurizio continua a dedicarsi al suo culo, è riuscito ad infilarle 4 dita nel piccolo buco, le infila tutte e le allarga mostrando la cavità anale di mia moglie. Io sto per venire, Maurizio mi invita a venire nell’oscena voragine che è diventata il culo di Fabiola, Carlo la fotte sempre più velocemente, dalla bocca di Fabiola vengono fuori solo urla ed incitamenti a sbatterla come l’ultima delle troie. Continua a leccare e muovere il bacino a tempo, il suo viso è coperto di sperma, Carlo le gode in fica, Gianluca si fa sotto e la penetra nuovamente, ormai il pavimento è lordo di sperma.

Io vengo nel culo di mia moglie, le riempio l’ano di liquido bianco, Maurizio allarga e stringe le sue natiche cercando di farle scendere più sperma possibile nelle budella, lo spinge con le dita, mia moglie geme ormai intontita da tanto godimento. Maurizio poggia la sua cappella enorme sull’orifizio anale di Fabiola, lo vedo penetrare facendo uscire rivoli del mio sperma, entra e allarga, Fabiola grida di dolore, la bocca le viene chiusa dalla cappella nuovamente in tiro di Carlo. I trenta centimetri di Maurizio stanno straziando l’ano di Fabiola che ora urla di muoversi e di farla godere. Lo sfintere di Fabiola è un tunnel dove Maurizio spinge senza pietà il suo gigantesco arnese, lo estrae lordo della mia sborra e degli umori di mia moglie che giace con la faccia in un lago appiccicaticcio di sperma, Gianluca le sborra in fica mentre fiotti di sperma caldo le invadono l’intestino. La guardiamo tutti e sei cosi mentre lei ancora sussulta in preda all’orgasmo. Io mi alzo e mi piazzo davanti a lei ancora a terra, alza la testa e si mette in ginocchio. L’urina le sciacqua il viso, lei allarga la bocca e la beve, si eccita ancora e si porta la mano verso la fica arrossata e lorda. I miei compagni si affiancano a me e fiotti di piscio investono Fabiola che si masturba, le pisciamo addosso tutto il vino del pranzo, la insultiamo e le sbattiamo gli uccelli ormai a riposo sul viso. Lei coperta di piscia e cazzi viene ancora… e grida ! Avevo indossato come sempre il sabato sera un paio di calze sopra un tubino che mi arrivava poco sopra il ginocchio con due spacchetti laterali, le scarpe non erano altissime infatti il tacco era a coda di rondine alto 8 centimetri. Sollevai la gonna e mi tolsi le mutande poi mi rimisi seduta, il gruppetto si dispose intorno a noi cosicché, se qualcuno fosse salit,o non avrebbe capito subito cosa stava succedendo. Il primo mi porse il suo uccello da succhiare, era già mezzo duro ed in breve lo divenne del tutto, altri due mi misero l’uccello in mano e cominciai così a fargli una sega. Gli atri due invece si schierarono di lato e cominciarono a palparmi tette e figa. Quando quello che avevo in bocca fu bello duro si spostò, si infilò un preservativo mi fece alzare sedendosi al mio posto e mi fece calare sopra di lui a spegnimoccolo e cominciai ad impalarmi con un lento su e giù. Intanto continuavo la sega ai due ed uno di quelli che mi stavano palpando prese il posto del primo in bocca. Nel giro di due fermate uno dei due a cui stavo facendo la sega mi venne in mano e l’ultimo dei palpeggiatori prese il suo posto. Giovanni intanto stava davanti, mi guardava arrapato e si menava lentamente il cazzo. In pochi minuti quello che mi stava scopando venne mentre io godevo una prima volta; rapidamente uno di quelli a cui stavo facendo una sega si infilò anch’esso un preservativo e, preso il posto del suo compare, cominciò anche per lui la danza. L’uomo però sembrava più interessato al mio buco del culo che cercava di dilatare sempre più con le dita, la cosa fu oltremodo chiara quando cominciò a passarci della vaselina...

Inserito il 13.04.06 17:27

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